E’ morto Giampaolo Pansa

E’ morto all’età di 84 anni il giornalista Giampaolo Pansa, nato a Casale Monferrato nell’ottobre del 1935. Pansa aveva aveva ricominciato a scrivere sul Corriere della Sera lo scorso settembre, dopo  il quinquennio 1973-1977. Lavorò per molti giornali, dalla Stampa, al Giorno,  Riformista, Libero, Verità, Panorama. Fu anche scrittore, polemista, commentatore. Nel 2001 ha pubblicato Le notti dei fuochi, sulla guerra civile italiana combattuta tra il 1919 e il 1922, ma anche I figli dell’Aquila, racconto della storia di un soldato volontario dell’esercito della Repubblica sociale italiana. Ha firmato poi il ciclo dei vinti, libri dedicati alle violenze compiute dai partigiani nei confronti di fascisti durante e dopo la seconda guerra mondiale: Il sangue dei vinti (vincitore del Premio Cimitile 2005), Sconosciuto 1945, La Grande Bugia e I vinti non dimenticano (2010).

Nel 2011 ha firmato Poco o niente. Eravamo poveri. Torneremo poveri, in cui ritrae l’Italia degli umili tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX attraverso la storia dei propri nonni e genitori. E ancora La guerra sporca dei partigiani e dei fascisti ( 2012) e Sangue, sesso e soldi . Una controstoria d’Italia dal 1946 ad oggi. Tra i suoi libri più recenti l’autoritratto intitolato Quel fascista di Pansa e poi con un pamphlet su Salvini “Ritratto irriverente di un seduttore autoritario”. Pansa è morto a Roma assistito da sua moglie, la scrittrice Adele Grisendi.

La prematura scomparsa del figlio Alessandro lo colpì duramente, ma lo salvò l’amore per Adele, la donna che gli è rimasta al fianco fino all’ultimo. I colleghi lo ricordano come uomo generoso e sempre pronto a elargire insegnamenti. Amava e serviva i suoi lettori. E lo ha fatto fino al suo ultimo scritto.