di WANDA CHERUBINI-
BAGNAIA (Viterbo) – Il sacro fuoco di Sant’Antonio di Bagnaia porta da sempre con sè tutto il fascino di un’antica tradizione, che arriva da lontano e nasce come una festa patronale con gli abitanti che considerano questo appuntamento come la vera festa del loro paese. Un appuntamento che si ripete ogni anno, in piazza XX Settembre, grazie al valido aiuto del Comitato del Sacro Fuoco, composto da circa 60 ragazzi, tra i 18 ed i 30 anni con a capo un presidente ed un vice presidente che li rappresentano e che per tradizione vengono eletti ogni sera del 17 Gennaio in Piazza XX Settembre in base a chi per primo tra loro riesce a staccare la bandiera posta sulla Chiesa di S. Antonio. Ognuno, in base al tempo a
sua disposizione, si adopera per la riuscita dell’evento. Poi ci sono coloro che cercano la legna che si vede ardere sul grande falò, la quale inizia ad essere raccolta già a partire dal mese di febbraio fino al mese di dicembre sul Monte della Palanzana. Alle ore 18,30 in punto, così, dopo i saluti del sindaco Giovanni Arena, che si è intrattenuto poi in piazza per cenare presso gli stand adibiti per l’occasione, gli oltre 500 quintali di legna sistemati su una pila alta 6 metri e larga 30, sono stati fatti bruciare. Un fumo nero ha invaso per un po’ non solo la piazza, ma anche le aree vicine, fino alla valle Pierina e al parcheggio di fronte al cimitero, pieno di auto in sosta. Il caldo fuoco, simbolo della vita, della passione e della pulsione, ha poi preso vigore ed ha illuminato l’intera piazza, alla presenza di
numerose forze dell’ordine. La serata, oltre che dal buon cibo e vino è stata allietata dalle musiche delle tre band che si sono succedute sul palco allestito vicino alla chiesa: i Malastrana, Maleducazione alcolica e Baracca Sound. I festeggiamenti in onore di Sant’Antonio Abate proseguiranno domani, venerdì 17 Gennaio, alle ore 10 ed alle ore 12, sempre in piazza XX Settembre, con la celebrazione della S.Messa con la benedizione degli animali. A seguire ci sarà la degustazione di cioccolata calda e dei caratteristici cavallucci di Sant’Antonio.




















