di Redazione –
VITERBO – Roma-Viterbo, il treno si spezza, sganciandosi in movimento, ma fortunatamente non c’era nessuno. I sindacati sono intervenuti con un fonogramma spedito ieri ai vertici della municipalizzata Atac che gestisce la tratta ferroviaria in questione:”L’episodio desta preoccupazione per l’incolumità del personale e dei viaggiatori”. L’incidente è accaduto la sera del 6 febbraio, anche se è venuto fuori solo ieri con il fonogramma inviato ieri mattina dai sindacati all’Atac. Il treno, “che rientrava fuori servizio nell’impianto di Acqua Acetosa”, durante la “manovra per il ricovero si è “spezzato”: la barra di accoppiamento si staccava con la conseguente separazione del convoglio. Così i sindacati hanno chiesto “l’immediata verifica degli organi di attacco di tutti i treni della ferrovia Roma–Viterbo”. Sulla vicenda è intervenuta anche l’associazione “TrasportiAmo”, che ha chiesto “una presa di posizione da parte dell’azienda” al fine di far conoscere ai pendolari “le dinamiche e, soprattutto, le cause tecniche che hanno causato il cedimento dell’organo di accoppiamento del convoglio”. Atac è solo il gestore della tratta che è di proprietà della Regione-Lazio. Dal primo luglio la gestione delle infrastrutture di Roma-Lido e Roma-Viterbo dovrebbe passare alla controllata regionale Astral e dal primo gennaio 2021, poi, Cotral affiancherà Atac nella gestione del servizio, per passare poi tutto, dopo sei mesi, alla società regionale dei trasporti. La Regione ha già annunciato una stagione di investimenti per 800 milioni di euro per l’acquisto di nuovi treni, 37 in totale. Per i primi 11 la gara è già in corso: 6 sono per la Roma-Lido, 5 per la Roma-Viterbo.
