ROMA – Riceviamo e pubblichiamo: “La diffusione, quotidianamente più sviluppata del contagio da COVID-12 nell’ambito dei territori indicati in oggetto, impone l’adozione di ulteriori e più mirate cautele, da adottare all’interno degli istituti penitenziari ivi insistenti, ferma restando l’ applicazione delle precedenti disposizioni di questo Dipartimento.
Questa riflessione risulta ancora più sostenibile alla luce del confronto tenutosi con i Provveditori nella videoconferenza di oggi. L’obiettivo della presente iniziativa e di quelle che potranno seguire tende a Preservare e garantire la salute dei detenuti e del personale in servizio negli istituti
penitenziari, la cui impermeabilità sanitaria deve essere assicurata in ogni condizione.
Prima di intraprendere ogni iniziativa è assolutamente indispensabile che ciascuna direzione awii una capillare attività di informazione e sensibilizzazione che coinvolga la popolazione detenuta perché sia previamente informata e condivida le disposizioni da adottare e le relative modalità esecutive, assecondandone le finalità, soprattutto con riferimento alla temporaneità limitata delle stesse.
Facendo richiamo alle indicazioni operative fornite dal Ministero della Salute e dalle Autorità sanitarie locali, appare opportuno che i Signori provveditori, coinvolgendo i direttori degli istituti, adottino, per singoli e contenuti periodi di tempo, eventualmente prorogabili di volta in volta, iniziative che limitino le occasioni di possibile contagio o comunque lo sviluppo e la diffusione del virus all’interno degli istituti.
A tale scopo può risultare funzionale ed idoneo assumere Provvedimenti che tendano sospendere le attività trattamentali, per le quali sia previsto o necessario l’accesso della comunità esterna;
contenere le attività lavorative esterne e quelle interne per le quali sia prevista la
presenza di persone provenienti dall’esterno; sostituire i colloqui con familiari o terze persone, diverse dai difensori, con i colloqui a distanza mediante le apparecchiature in dotazione agli istituti
penitenziari (Skype) e con la corrispondenza telefonica, che potrà essere autorizzata oltre i limiti.
Per ciò che riguarda le visite agli istituti, ex art.67 Ord. Penitenziario, ed i colloqui con i difensori appare opportuno richiedere che, in attuazione delle misure profilattiche delle Autorità ricordate, abbiano luogo solo attraverso l’utilizzo da parte del visitatore o del difensore, dell’idoneo dispositivo di protezione.
In riferimento ai permessi ed ai provvedimenti concessori del regime di semilibertà, è necessario che ogni direzione avvii le necessarie interlocuzioni con gli organi giudiziari perché questi ultimi valutino la possibilità, caso Per caso, di sospendere temporaneamente l’efficacia dei provvedimenti adottati.
Ripongo la massima fiducia nel senso di collaborazione e di responsabilità delle LL. SS. e porgo cordiali auguri di buon lavoro.
