Coronavirus a Viterbo, parla il vice sindaco Contardo

di WANDA CHERUBINI –

VITERBO – L’emergenza Coronavirus e le ultime disposizioni governative impongono misure drastiche. A commentare la situazione il vice sindaco di Viterbo, Enrico Maria Contardo: “Le forze dell’ordine stanno pattugliando la città. In questo momento il cittadino non può uscire dal Comune di provenienza e può uscire da casa  solo per andare al lavoro, a fare la spesa e in farmacia. Non ci sono alte motivazioni. Tutti quelli fermati dalle forze dell’ordine fuori da questa casistica beccano la denuncia penale perché questo è l’unico modo per cercare di fermare questa epidemia. Purtroppo era una cosa che andava fatta all’inizio, come aveva suggerito Salvini con il centrodestra e i presidenti delle regioni del Nord. Dall’inizio servivano queste norme immediate”. Ma c’è anche un’altra questione fondamentale: “Queste norme del Governo non possono finire qua perché se si dà alle aziende la possibilità di mandare in cassa integrazione i dipendenti – avverte Contardo –  tipo ristoranti e bar che subiscono una perdita, ci salta tutto il  sistema. Stiamo aspettando dalla Regione un collegato che consenta la cassa integrazione straordinaria finché dura questo momento di crisi. Come amministrazione stiamo ragionando sulla chiusura degli uffici al pubblico, alle farmacie comunali aperte la mattina al pubblico, ma col sistema del notturno, agli autobus  con le corse ridotte all’essenziale e la sanificazione dei mezzi tutti i giorni.  Adesso ci sarà un riinvio delle commissioni fissate, i bilanci sono stati prorogati. Stiamo pensando di chiudere anche gli ascensori di valle Faul perché non possono rispettare la distanza minima all’interno degli stessi. Abbiamo chiuso anche i cimiteri. Bisogna fare di tutto affinché i cittadini restino a casa perché questo è l’unico sistema  per debellare questo virus. Bisogna prendere esempio dalla Cina, che ha chiuso la provincia di Wuhan con ben 56 mila abitanti ed i risultati si stanno ottenendo dopo un periodo di sacrifico. Ma se noi continuavamo come abbiamo fatto finora, davvero avremmo dovuto scegliere negli ospedali chi salvare e chi no perché gli strumenti per la ventilazione sono limitati in tutta Italia e qui a Viterbo già ci sono 12 persone che hanno il Coronavirus. Bisogna stare attenti quindi. Non sappiamo di preciso poi la situazione a Belcolle. Anche le commesse al supermercato non hanno le mascherine,ma se non le fornisce l’azienda non si trovano. Prima passa e prima la sfanghiamo.  Purtroppo la situazione è stata presa sotto gamba  ed è stato detto a Salvini ed al centrodestra che speculavano su questa cosa, invece andavano fatte subito queste prescrizioni. Il governo ha dato informazioni altalenanti e la gente non è sicura. Poi ci deve essere qualcuno a cui vengano dati poteri straordinari per gestire la crisi. Anche noi cerchiamo di fare il nostro dovere nei limiti del possibile. Il rischio è quello di andare a fare una recessione economica da cui sarà difficile rialzarsi, anche perché sarà una recessione mondiale.I dati dalla Germania e dalla Francia non si sanno e negli Stati Uniti un tampone costa 1500 dollari ed è chiaro, quindi, che non lo fa nessuno e non è detto che non si propaghi l’epidemia. Noi abbiamo lasciato aperte le frontiere con la solita storia dei migranti ed ecco qui i risultati:  si è operato in maniera troppo leggera all’inizio, quindi, questo è ora il risultato”.