Indennità malattie infettive UOC Pediatria, interviene Egidio Gubbiotto (Confael)

VITERBO – Riceviamo da Egidio Gubbiotto (Confael) e pubblichiamo: “È con vero rammarico e amarezza che questa O.S. è venuta a conoscenza di provvedimenti negativi che, in mancanza di atti deliberativi e senza alcuna consultazione sindacale, stanno penalizzando il personale sanitario che presta servizio presso l’ospedale di Belcolle, UOC di Pediatria.

Infatti, sembrerebbe, anzi ne abbiamo la  certezza, che sia stata disposta ed attuata la revoca della indennità di malattie infettive pari a € 5,16  giornaliere, (una elemosina).

Di fatto, la  AUSL di Viterbo e precisamente presso l’ospedale di Belcolle, è sprovvista sia di pronto soccorso pediatrico, sia di reparto di malattie infettive pediatriche, poiché  la UOC in oggetto eroga le prestazioni di pronto soccorso attraverso un percorso dedicato, fast track pediatrico, che prevede l’accesso direttamente in pediatria per svolgere le visite ai piccoli pazienti, non tutti immuni a malattie infettive.

Le più comuni, oltre alle malattie esantematiche, quali: varicella, morbillo, parotite, pertosse, rosolia; altre malattie come le infezioni gastrointestinali batteriche e virali; le meningiti, mononucleosi, la tbc, la scabbia, nonché la Kawasaki e attualmente le infezioni da covid-19. Ad oggi sono stati eseguiti circa 50 tamponi con tutto ciò che prevede l’esecuzione dello stesso: vestizione, svestizione, isolamento del paziente fino a risposta dell’esame citato.

In caso di meningiti è stato predisposta, per il  personale, la terapia di profilassi attraverso l’assunzione di antibiotici, in svariate occasioni, che possono ripetersi nell’arco dei tempi.

Presso la Pediatria di Belcolle, affluiscono circa 6000 accessi annui da pronto soccorso,  non essendo previste, né stanze dedicate, infatti se puntualmente avviene un ricovero di malattia infettiva,  l’isolamento viene attuato  nelle stanze di degenza, provvedendo, quando possibile, a spostamenti; né tantomeno personale dedicato, in quanto ciò grava direttamente sulle Infermiere del reparto stesso che  devono  sopperire, sconvolgendo tra la normale  attività di routine e di emergenza/urgenza dei bambini ricoverati,  per l’assistenza ai piccoli pazienti che provengono da Pronto soccorso con il percorso Fast Track.

Tale indennità è stata riconosciuta al personale da almeno 20 anni. E dopo 20 anni, in un momento dove il personale sanitario , con la professionalità e e la sensibilità che lo distingue verso il proprio lavoro di assistenza, la AUSL di Viterbo cosa fa? Toglie la misera indennità agli Infermieri ed Operatori Sanitari. Tutti gli Italiani, nonché le Istituzioni chiamano “ANGELI” Medici, Infermieri e tutti gli Operatori Sanitari che, in questo periodo mettono a rischio la propria vita per salvare gli altri.

Ill.mi Sigg.ri in indirizzo, voglio essere diplomatico, ma questi provvedimenti li studiate la notte, tra un intervallo e l’altro, mentre cercate di  recuperare le, a nostro parere, inadempienze inerenti i rischi da COVID 19 cui sono stati e sono esposti  tutti gli Operatori Sanitari?

Con la presente, pertanto, non solo  si chiede il ripristino dell’indennità di malattie infettive e di pronto soccorso, ma che, ai suddetti Operatori Sanitari, venga riconosciuta anche l’indennità COVID 19.

 Ad oggi nessun segnale è arrivato dalla Direzione Strategica della A.U.S.L. di Viterbo.

Nel momento in cui tutta l’Italia, se non tutto il mondo, definisce gli Operatori Sanitari “EROI”, cercando di premiare il rischio ed il sacrificio affrontato e che affrontano nell’emergenza COVID19, la A.U.S.L. di Viterbo non solo toglie l’indennità di malattie infettive in Pediatria, ma recupera pure il riconoscimento economico dei mesi precedenti.

Tale comportamento, nel creare profonda amarezza nella CONF.A.E.L. e nei lavoratori della sanità, impone dolorose riflessioni inerenti il rispetto e la riconoscenza verso chi, magari, per lunghi periodi è stato costretto a non poter vedere o abbracciare i propri figli, di qualsiasi età.

Mentre strutture sanitarie private premiano gli Operatori Sanitari esposti al rischio COVID, riconoscendo una indennità superiore a quella prevista nella sanità pubblica, come nel caso di Villa Immacolata, che fa esprimere soddisfazione  verso  la Direzione Generale, per la sensibilità dimostrata, nella sanità pubblica viterbese si assiste al totale contrario.

Mentre, nel reparto in questione abbiamo notato che quattro stanze  su cinque sono dedicate “all’isolamento respiratorio” , forse in una notte insonne, i ben pagati dirigenti pubblici, decidono di togliere ciò che da decenni è riconosciuto ed in questo particolare momento. Forse pensano di sanare il bilancio sulla “pelle dei lavoratori”? Bè, ci sentiamo di affermare che su questo sono esperti, considerato che, tolti pochissimi “eletti”, moltissimi dipendenti svolgono funzioni superiori economicamente non riconosciute.

Ormai sta venendo  a mancare anche la speranza di un ravvedimento su quanto sopra esposto e questo ci induce a pensare di aspettarci il peggio, visto che viene sempre dopo”.