VITERBO – Pandemia /Fase 2 – Riceviamo e pubblichiamo una breve e amareggiata riflessione della poetessa Antonella Multari che ci scrive dal borgo di San Martino al Cimino.
“La reclusione, il distanziamento sociale, 30.911 decessi e ancora chissà quanti, la chiusura delle scuole, l’estinzione di molte piccole imprese…eccetera,eccetera. Sono serviti soltanto al proliferare di spot emozionali. Per quanto riguarda la tanto attesa riscoperta dell’essere uomini uniti e capaci di umanità, soltanto scorati passi a ritroso. Ovunque io posi lo sguardo, da settimane mi capita ormai di leggere soltanto la rabbia, l’insoddisfazione, ľignorante pregiudizio, un inspiegabile mancanza di oggettività e l’impellente necessità di mettere la propria stupidità al servizio del prossimo.
Nessun settore si è chiamato fuori da questa lotta all’ipocrisia, dalla politica al giornalismo, dagli esperti nel sanitario agli illustri rappresentanti del mondo del lavoro, dalle istituzioni religiose a quelle dei figli dei fiori ‘secchi’, dal borghese istruito all’analfabeta squattrinato, dallo squattrinato istruito al borghese ignorante e così via.
Forse l’unico e vero insegnamento di questa pandemia è stato questo, metterci finalmente davanti ad un’amara verità. Ed ora che il peggio del peggio è stato riversato in ogni dove, proprio ora toccherà fare i conti con una società completamente impreparata a convivere con se stessa, con il prossimo e figuriamoci con il virus.
Il focolaio di questa tragedia continuerà ad espandersi e non soltanto grazie all’affollarsi di strade o spiagge e neppure per mezzo dei guanti e delle mascherine gettate ovunque, nemmeno a causa dei tamponi mancati o fatti e lasciati marcire in polverosi seggi elettorali. Continuerà a farlo sfruttando la nostra completa mancanza di civiltà, amor proprio e collettivo. La bellezza purtroppo non ci appartiene, ed è per noi soltanto un fastidioso ostacolo alle nostre ristrette ambizioni di non scomparire.
