Alimentazione e salute con il biologo Daniele Pietrucci

Gentilissimi lettori di Tuscia Times,

sono di nuovo e con immenso piacere in vostra compagnia. Per chi non mi conoscesse ancora, o non avesse avuto occasione di leggere il mio precedente articolo, mi presento nuovamente.

Il mio nome è Daniele Pietrucci, sono un biologo, specializzato in biochimica clinica, e mi occupo professionalmente di nutrizione, declinata in tutti i suoi principali aspetti: da quello più delicato legato alle patologie, compresa la tumorale, a quello più diffuso (ma anche spesso oggetto di grande confusione) legato allo stare bene, al mantenere in efficienza il nostro organismo, a far sì che quella  macchina perfetta che tutti possediamo, il corpo, rimanga il più possibile tale.

Spero di potervi dare con questa rubrica degli spunti utili per migliorare il vostro rapporto con il cibo e la vostra consapevolezza di wellness.

Ma prima di proseguire, come prima cosa, permettetemi di ringraziare i tanti tra voi che hanno letto il mio articolo di esordio e mi hanno poi contattato o attraverso il giornale o sulle mie pagine social.

In queste due settimane ci sono stati molti riscontri positivi, che nemmeno – sono sincero – mi aspettavo, segno di quanta attenzione ci sia, in questo momento, per la nostra alimentazione e la nostra salute.

Detto questo, affrontiamo e concludiamo, con questo secondo articolo, l’argomento aperto quindici giorni fa inerente la corretta alimentazione in presenza di una forma tumorale. Come promesso, cercherò di riuscire a informare, ma senza annoiare, utilizzando un linguaggio comprensibile a tutti. Il mio principale intento è quello divulgativo, farò informazione scientifica, ovviamente, ma mettendo la scienza al servizio della chiarezza, per cercare di ottenere il meglio possibile dalla nostra salute. Tutti abbiamo diritto a vivere bene ed esserne consapevoli di sicuro ci aiuta a farlo, anche con poco sforzo.

Partiamo da un presupposto inconfutabile: stare in forma contribuisce al nostro stare bene, questo sempre e comunque. Troppo semplice? Non è detto. In ogni caso, non c’è bisogno di ricorrere agli studi scientifici, per capire che essere in sovrappeso favorisce l’incidenza tumorale, così come rallenta le possibilità e la velocità di guarigione. E’ quindi consigliabile cercare per quanto sia possibile di mantenerci snelli e, in caso di peso eccessivo, cambiare il nostro approccio con le quantità di cibo, assumendo dei comportamenti alimentari più corretti. Il fatto di avere oggi “tanto” a disposizione, senza il minimo sforzo (non siamo più costretti ad andare a caccia di cibo, basta entrare in un qualsiasi supermercato), non significa che noi ne dobbiamo costantemente abusare. E mangiare troppo non ci darà quella gratificazione che cerchiamo, se non momentanea. Abbiamo bisogno di molto altro.

Le indicazioni contemporanee e una piena condivisione della letteratura scientifica ci dicono che è il grasso addominale il più pericoloso, anche di più di una complessiva obesità. Questo ci conferma che anche i magri “con la pancia” sono a rischio di malattia, è però semplice applicare su noi stessi un breve controllo periodico, alla portata di tutti, come indicato dalla tabella che pubblico qui di seguito, a corredo dell’articolo, nella quale vengono indicati i valori corretti.

VERIFICA LA TUA CIRCONFERENZA ADDOMINALE

Un esame semplicissimo che chiunque può fare, costantemente e più volte al giorno. E’ necessario, come “strumento tecnico” solo un banale centimetro da sarta, il classico metro a fettuccia presente in quasi tutte le case. Nella tabella sono indicati i corretti valori.

 

SESSO DA (CM) A (CM)
uomo 94 102
donna 80 88

 

Se ci abituiamo a farlo con costanza e a seguirne scrupolosamente le indicazioni, troveremo sicuramente un aiuto, anche psicologico, per mantenere il controllo delle nostre buone o cattive abitudini alimentari, un piccolo esercizio di volontà che ci aiuterà a compiere quella piccola rinuncia che a volte può fare la differenza, in caso di buona salute. Una rinuncia che diventa di fondamentale importanza in caso di presenza di una patologia.

Un’ultima raccomandazione: l’eccesso di tessuto adiposo nell’addome determina l’aumento di insulina, glucosio, fattori di crescita/infiammazione e, nelle donne, di ormoni sessuali. Si tratta di fattori che con diversi meccanismi stimolano la proliferazione cellulare. Per il momento con questo primo argomento mi fermo, ma se vorrete molto volentieri torneremo a parlarne.

Daniele Pietrucci

Biologo Nutrizionista, specializzato in Biochimica Clinica. Responsabile del Centro Nutrizionale TAOS a Tuscania e del Centro Nutrizionale Viterbese nel capoluogo.