ROMA – Riceviamo da Uspp e pubblichiamo: “In attesa di comprendere le dinamiche che sono in fase di indagine, purtroppo questa mattina due detenuti nazionalità croata e italiana ma etnia ROM con pene fino al 2029, della Casa di Reclusione di Rebibbia sono potuti evadere attraverso una corda, facendo perdere le loro tracce. Comunque uno di loro potrebbe essere già stato individuato.
Una struttura penitenziaria, la sede di Via Bartolo Longo, con circa 290 ristretti e circa 140 unità di Polizia Penitenziaria.
Proprio in questi giorni l’USPP aveva avuto un incontro con la Direzione per affrontare temi organizzativi rispetto al periodo ferie per il personale di Polizia Penitenziaria dopo la fase COVID-19 che ha coinvolto uno degli istituti del polo penitenziario di Rebibbia.
Ricordiamo si definisce Polo Penitenziari di Rebibbia per la presenza anche degli Istituti Femminile con 290 detenute, Circondariale Nuovo Complesso 1460 detenuti dove nel recente passato sono avvenuti 5 evasioni, Terza Casa Circondariale custodia attenuata con 67 detenuti e altre strutture logistiche per conto dell’Amministrazione Centrale DAP e Interregionale Provveditorato Roma.
Il sempre è legato ad una poca attenzione dovuto al fatto che nei turni di notte il personale è ridotto al minimo per politiche errate del Ministero della Giustizia che in questi anni ha curato poco l’aspetto sicurezza custodiale e troppo altri benefici che dimostrano poca efficacia nel rendimento generale del sistema carcere che continua a fare acqua da tutte le parti, con un agente ogni 100 detenuti da vigilare senza poterli vedere quando sono chiusi di notte se non dallo spioncino significa mettere in difficoltà l’operato degli stessi agenti.
Il Ministero sa perfettamente come stanno le cose ma sembra non fregarsene troppo e alla fine i delinquenti riescono ad uscire anche con i sistemi ortodossi…corde, lenzuoli e la classica fuga anche durante le visite ambulatoriali, ultimo proprio nell’agosto scorso dal S.Pertini di Roma.
Le ricerche sono partite ma per riservatezza non possiamo ulteriormente prevedere altre informazioni”.
“Continua la kermesse cinematografica delle innocenti evasioni dalle Carceri di Rebibbia dopo che dal Nuovo Complesso dove quando nel 2014 e 2016 complessivamente 5 detenuti presero il via attraverso le famose corde, lenzuole e altri strumenti che hanno di fatto provocato ’allontanamento del Comandante di Reparto e destinato alla funzione presso la Casa di
Reclusione di Rebibbia dove oggi purtroppo sconta altre due evasioni – commenta Daniele Nicastrini, segretario regionale Uspp Lazio – Le due l’una o è sfortunato il comandante oppure esiste qualche problema nel gestire la sicurezza dell’istituto, sulla quale ovviamente non entriamo nel merito.
Nel contempo in questi mesi il Provveditore regionale ha affidato all’attuale comandante della reclusione anche il comando del Nucleo traduzioni cittadino diviso tra REBIBBIA e REGINA COELI con oltre 190 unità di cui divide la stessa funzione con la CR a giorni/orari alterni che alimentano nel caso NTC lamentele nella sua conduzione e scelte altrettanto poco comprese dallo stesso personale.
Aggiungiamo che la CR di REBIBBIA anche nella conduzione della Direzione sconta anche l’alternanza della Dirigente titolare che anche reggente alla CC. VITERBO, quindi lasciare che due figure altrettanto importanti per tale conduzione siano alternati sul territorio con altrettanti compiti importanti, purtroppo alla fine sconta queste situazioni che probabilmente sono legate per una poca attenzione nel merito della sicurezza e della conduzione stessa.
Inutile rimarcare le carenze di personale (144 unità rispetto alle 190 previste) che impongono che nei turni serali e notturni può contare su due palmi di mano le unità presenti, e sulla quale non vorremmo rivedere quanto già accaduto a Rebibbia Nuovo Complesso dove oggi i rinviati a giudizio non è l’amministrazione responsabile di tale carenze ma il personale e lo stesso Comandante della CR oggi e sino al 2016 del Nuovo Complesso purtroppo.
Per questi motivi invitiamo il Provveditore Interregionale e il Direttore Generale del personale e risorse per quanto di sua competenza si chiede di intervenire nel merito al fine di ripristinare una conduzione della CR in sintonia con le esigenze della stessa struttura ed evitare che si sdoppiano nella loro conduzione”.


