Emergenza Covid-19, Nicastrini: “Agenti costretti a vivere in caserma e a pagarne l’uso”

VITERBO – Riceviamo da Daniele Nicastrini (Commissario Straordinario Uspp Lazio) e pubblichiamo: “Non possiamo esimerci da far rilevare che ad oggi la Polizia Penitenziaria della CC.VITERBO (e non solo a Viterbo) molti di loro che fruiscono degli alloggi di servizio definiti “accasermati” sono costretti a dover convivere e pagarne l’uso da oltre due mesi senza poter andare dalle loro famiglie fuori regione per il blocco che li obbliga a rimanere nel capoluogo di provincia.

Anche l’unico sottoposto a quarantena obbligatoria per essere risultato positivo al COVID-19 a dover corrispondere all’amministrazione le spese in quanto la gratuità va interpretata “soltanto per il tempo strettamente necessario all’espletamento dei compiti istituzionali, compiuti i quali il posto letto dovrà risultare libero da ogni effetto personale”. Rimane invece il pagamento dei soli oneri accessori, dovuti dagli agenti per i consumi di acqua, luce, riscaldamento, “nel caso in cui l’utilizzo delle camere di pernottamento sia invece esclusivo e continuativo”. Questo abbiamo riscontrato nelle dichiarazioni del Capo del Dipartimento proprio ad inizio anno. Assurdo!!!

L’unica cosa che ha promosso questa amministrazione e quella di prevedere per il personale con COVID-19 isolato nelle caserme l’estensione del WIFI o dei televisori 32 pollici ad uso gratuito.

Siamo alle comiche considerando che almeno per i detenuti i colloqui sono previsti via Skype con le famiglie mentre per gli agenti si devono accontentare di vivere in piccionaia pagando l’alloggio.

Per questo chiediamo alle autorità politiche di intervenire nel merito affinché la Polizia Penitenziaria abbia quanto meno il rispetto della loro dignità soprattutto nel momento più grave che si ricorda nella storia delle carceri italiane dal 1975, il periodo delle rivolte dove anche li si subiva e si moriva anche.

All’Amministrazione Penitenziaria non possiamo che dover fare i “complimenti” di come sta seguendo la vita di centinaia di poliziotti penitenziari abbandonate nelle caserme e doverle pagare doppiamente sia in termini affettivi che economiche.